Davide Sartini

Davide Sartini

Manager, Coach
Serie C, Under 14
27 Giugno 1976
FIBS n. 80415
18
Nel mondo del baseball mi sono sempre adoperato per la crescita e lo sviluppo, posando lentamente ma metodicamente un piccolo mattoncino uno sopra l’altro.

Mi racconto

Ciao a tutti, per quelli che hanno la fortuna di non conoscermi sono Davide Sartini, ho compiuto cinquant’anni qualche anno fa e di lì ho smesso di contarli. Ho fatto della mia passione per il baseball la mia professione. Quando non mi dedico al baseball le mie attività preferite sono il “divaning” e il “tavoliring” sia nelle loro forme free stile che a specialità.

Oggi però vi voglio raccontare come è iniziata la mia avventura baseballistica.

Il mio avvicinamento al mondo del baseball è stato abbastanza precoce. Avevo circa 8-9 anni quando insieme ai miei amichetti vedemmo al parco Marecchia un manipolo di gente che faceva un gioco strano e incomprensibile, allora quello tra noi più grande ci disse: “A perché voi non sapete a cosa stanno giocando? Ma stanno giocando a baseball!! Va bene dai ve lo spiego e giochiamo, chi perde però va a comperare le cicche per tutti”. Non ricordo esattamente cosa ci ha spiegato, ma 5 minuti dopo stavamo battendo un barattolo di latta con un bastone rettangolare e qualcuno, una volta colpito, cercava di riprenderlo. La mia avventura con il baseball è iniziata proprio così, in un piazzale a fondo sassoso dove i camion facevano manovra per accedere ad un magazzino sotto allora casa mia, con un bastone ed un barattolo di latta. Per la cronaca quel giorno io naturalmente le cicche le ho vinte.

Intanto quel manipolo di gente al parco continuava a giocare ed allenarsi e noi sempre lì a guardare e piano piano ci hanno coinvolto a partecipare. Il nostro preferito era quel ragazzo alto e magro perché ogni volta che batteva mandava la pallina sulla stradina dove passava la gente a piedi o in bicicletta e allora partivano le imprecazioni. E anche qui il più grande di noi disse: “ma io quello lo conosco abita qui all’Ina Casa, lo vedo sempre al bar vicino casa mia e fa il portiere nella squadra… (e disse il nome di una squadra di calcio li della zona)”. Noi allora lo sbeffeggiammo: “ma dai, non è possibile che te conosci sempre tutti, sei il solito spara bombe”. Lui allora infastidito ed innervosito ci disse seccato: “Lo conosco, lo conosco, e so anche come si chiama, si chiama Elio, Elio Gambuti”. Ebbene sì, la mia strada si era appena incrociata con quella della persona che da lì ad una decina di anni, come tutti ben sappiamo, sarebbe diventata una delle icone del baseball italiano... non male come segno di buon auspicio.

Ma quel manipolo di gente non andava al parco per diletto ma proprio per allenarsi, perché quasi tutti ragazzi della zona (zona Ina Casa) la domenica giocavano in un campionato vero a Savignano, nella Libertas Savignano. Fu lì che raggiunsi il punto di non ritorno, quando una domenica convinsi mia madre ad accompagnarmi ad una loro partita. Li fui “adescato” per provare a giocare nella loro squadra giovanile e qualche settimana dopo ero in campo in una partita “ufficiale”. Il resto è storia…

Nel mondo del baseball mi sono sempre adoperato per la crescita e lo sviluppo, posando lentamente ma metodicamente un piccolo mattoncino uno sopra l’altro e spero di riuscire a posarne uno anche nel 2023.